Capolavori
La casa e il mondo
Il giardiniere
Contesto storico
Un bengalese dall'intelletto versatile, Rabindranath Tagore fu poeta, pittore e romanziere, famoso per essere stato il primo non europeo a ricevere (nel 1913, per la raccolta Gitanjali) il premio Nobel per la letteratura. Nato nel maggio del 1861, era il figlio minore di Debendranath Tagore, un leader della setta religiosa Brahmo Samaj, che cercava di far rivivere le basi monistiche dell'induismo così com'è scritto nelle Upanishad. Tagore fu istruito, come molti altri grandi autori, in casa; a otto anni stava già scrivendo poesie religiose. A 17 fu mandato in Inghilterra per completare gli studi (suo padre lo voleva avvocato), ma non li finì e tornò in India. Qui Tagore si dedicò ad amministrare il ricco patrimonio di famiglia: nel frattempo iniziò a mobilitarsi per la riforma della società, fondò una scuola sperimentale e per un po' partecipò al movimento nazionalista indiano. Continuò a scrivere poesie, pubblicate in Bengala in edizioni limitate a partire dal 1882.
Il suo primo volume di poesie tradotte, Sandhya Sangit, fece scalpore in Occidente. Nel corso dei trent'anni successivi Rabindranath produsse un gran numero di poesie e racconti, prontamente tradotti in ogni lingua europea e letti in tutto il mondo. La sua fama diventò così "luminosa" che cominciarono a pagarlo per tenere conferenze in Europa, Asia e America.
Dopo il Premio Nobel, nel 1915 Tagore venne insignito del titolo di Cavaliere dall'impero britannico, ma nel 1919 vi rinunciò in seguito al massacro di Jallianwala Bagh. Negli anni successivi, oltre a poesie e racconti, scrisse anche canzoni, drammi musicali, balletti, saggi, resoconti di viaggio e due autobiografie. Tormentato dalla malattia negli ultimi cinque anni della sua vita, Rabindranath dettò la sua ultima poesia nell'agosto 1941, il giorno prima di morire.